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Servizi per la prima infanzia e capitale sociale: un circolo virtuoso per costruire comunità

Servizi per la prima infanzia e capitale sociale: un circolo virtuoso per costruire comunità

Pubblichiamo di seguito l’introduzione del report dal titolo “Servizi per la prima infanzia e capitale sociale: un circolo virtuoso per costruire comunità”, il secondo Rapporto sull’Agenda FAST per rilanciare la natalità in Italia, curato da Percorsi di secondo welfare per Fondazione Lottomatica. Scritto da Maurizio Ferrera, Franca MainoSimone Manfredi e Eleonora Rossero, il documento attraverso un’indagine quantitativa e qualitativa si concentra sui nidi d’infanzia quali hub di comunità capaci di promuovere relazioni, inclusione e coesione territoriale, che possono incentivare la natalità ma anche costruire legami sociali forti, reti di supporto e comunità più coese e inclusive.

In un lavoro del 2006, la studiosa canadese Jane Jenson coniò una nuova espressione volta a richiamare l’attenzione
sull’importanza dell’educazione e della cura della prima infanzia: il modello “Lego”. Rispetto al tradizionale modello
“Ford”, organizzato intorno alla grande fabbrica e con al centro il lavoratore maschio capofamiglia, con moglie e
figli “a carico”, il modello Lego è invece orientato verso la società nel suo complesso e mette al centro gli individui,
soprattutto le donne e i bambini. Il suo obiettivo è sostenere i bisogni di tutto il ciclo di vita, a cominciare dalla nascita
e dalla maternità e paternità (compresa la conciliazione vita-lavoro) fino ai bisogni della prima infanzia.

Perché modello Lego? Perché la filosofia di questa azienda danese esprime molto bene i principi che ispirano il nuovo
approccio postfordista. La Lego è stata all’avanguardia nelle politiche aziendali a sostegno della genitorialità e
della conciliazione. E ha fatto da pioniere di un nuovo approccio pedagogico. Come si legge sul suo sito, la Lego
vede i bambini “come naturalmente orientati all’apprendimento. Si tratta di una qualità preziosa che dovrebbe essere
coltivata e stimolata lungo tutto l’arco della vita. Nell’ottica Lego, il gioco è apprendimento. Nell’aiutare i bambini ad apprendere,
contribuiamo a formare adulti sicuri di sé, curiosi, capaci di utilizzare al meglio le risorse di cui dispongono.
Per il loro futuro. E per il nostro”.

Il modello Lego è quindi basato su tre elementi: l’orientamento verso i bambini e dunque la centralità dei servizi
di cura e di educazione; il ruolo fondamentale dell’apprendimento in tutte le fasi della vita, come strumento di
sviluppo e di sicurezza; il nesso fra il pieno sviluppo delle capacità individuali e il benessere collettivo.

Per visualizzare integralmente il report, cliccare il link qui di seguito:

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