Giustizia minorile. #Introspezioni: presentata alla Camera la prima indagine nazionale sui giovani negli IPM. Famiglia, libertà e lealtà ai primi posti.
Il 21 maggio 2026, presso la Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, è stata presentata “Introspezioni — Istituti penali minorili: desideri e valori dei ragazzi“, la prima indagine nazionale condotta sull’intera popolazione nei 18 Istituti Penali per Minorenni (IPM). Il progetto è stato promosso dal Ministero della Giustizia, insieme a Fondazione Lottomatica e Fondazione Francesca Rava – NPH Italia ETS, ed è stato curato dagli istituti di ricerca SWG e Cuntura.
All’evento, oltre al Ministro della Giustizia Carlo Nordio, sono intervenuti il Sottosegretario Andrea Ostellari, il capo del Dipartimento della Giustizia minorile e di comunità, Antonio Sangermano, Riccardo Capecchi, presidente di Fondazione Lottomatica, Mariavittoria Rava, presidente di Fondazione Rava, il presidente della società di ricerca SWG, Adrio Maria De Carolis, il direttore di Cuntura, Domenico Petrolo, e il senior researcher di SWG, Alessandro Scalcon. L’evento è stato moderato da David Parenzo, giornalista di La7 e Radio 24.
La prima ricerca censuaria sugli IPM italiani
#Introspezioni è la prima ricerca a carattere censuario mai realizzata in Italia sulla popolazione detenuta negli IPM nazionali. La rilevazione si è svolta tra il 9 dicembre 2025 e il 20 gennaio 2026, e ha coinvolto tutti i 18 istituti presenti sul territorio nazionale, coinvolgendo oltre due terzi della popolazione detenuta complessiva. Per garantire la partecipazione di tutti, il questionario è stato tradotto in 13 lingue, a riflesso della composizione eterogenea di una popolazione in cui i giovani stranieri rappresentano una quota rilevante.
Un ritratto inatteso: valori, legami e progetti per il futuro
I risultati sfidano molti luoghi comuni. Il 92% degli intervistati mette al primo posto la famiglia, vissuta — come ha spiegato il senior researcher di SWG Alessandro Scalcon — come “lo spazio sicuro di riappropriazione della libertà”: quella famiglia che “rieduca alla libertà e alla normalità”. Seguono la libertà (66%), la lealtà (47%) e l’amore. “Lealtà e sincerità come monete di scambio relazionale. Per essere forti, non potenti”, si legge nella ricerca. Furbizia, potere e ambizione si collocano invece in fondo alla classifica: non sono, come si potrebbe supporre, i valori che guidano la visione del mondo di questi ragazzi. Il 48% si descrive come calmo; solo il 17% come arrabbiato. Parlano di perdono e rispetto, pensano a relazioni morali forti, in cui si chiede scusa e non si tradiscono i compagni. La stragrande maggioranza dichiara di avere un obiettivo concreto per il futuro e di essere determinata a realizzarlo. I progetti descritti parlano di lavoro, famiglia, istruzione, riscatto: una voglia di normalità e stabilità che attraversa quasi tutte le storie raccolte. Quasi tutti si dicono disponibili a impegnarsi in iniziative di utilità sociale, con una preferenza netta per azioni di prossimità: aiutare altri giovani che hanno commesso gli stessi errori, o persone in situazione di fragilità.
Il ruolo di Fondazione Lottomatica: ascolto come atto di responsabilità civile
Per Fondazione Lottomatica, sostenere #Introspezioni significa riconoscere che ascoltare chi si trova ai margini è un atto di responsabilità civile prima ancora che sociale.
Il progetto si inserisce nell’impegno della Fondazione a favore delle fasce più vulnerabili della società, con un approccio che privilegia la conoscenza come base per un intervento efficace. Dare voce a ragazze e ragazzi detenuti negli IPM italiani — attraverso uno strumento rigoroso e rispettoso della loro dignità — produce dati utili non solo alla ricerca, ma anche alla costruzione di politiche e programmi di reinserimento più aderenti ai bisogni reali. L’evento alla Camera dei Deputati ha portato i risultati di questa ricerca al cuore del dibattito istituzionale i, confermando il valore di un modello di collaborazione tra fondazioni, istituzioni e mondo scientifico. Come ha sottolineato il Presidente Riccardo Capecchi, “Ascoltare la loro voce — ‘ask the boy’ — e comprendere i loro bisogni è un elemento imprescindibile per strutturare un percorso che sia autenticamente riabilitativo”.
L’evento alla Camera dei Deputati ha portato i risultati di questa ricerca al cuore del dibattito istituzionale, confermando il valore di un modello di collaborazione tra fondazioni, istituzioni e mondo scientifico.